La differenza principale è questa: nel mutuo con garante una persona potrebbe essere chiamato a pagare al posto tuo solo se non riesci a farlo, senza diventare proprietaria della casa; nel mutuo cointestato, invece, due persone richiedono il finanziamento insieme, sono entrambe responsabili del pagamento fin dal primo giorno e, in genere, sono anche comproprietarie dell’immobile.
Vediamo nel dettaglio come funzionano le due soluzioni e quando conviene scegliere l’una o l’altra.
Cos’è un mutuo con garante
Il mutuo con garante prevede che una terza persona, chiamata garante, si impegni con la banca a pagare le rate del mutuo nel caso in cui il richiedente non sia più in grado di farlo. Questa forma di garanzia è disciplinata dalla fideiussione (artt. 1936-1957 del Codice Civile) ed è utilizzata soprattutto quando il reddito del richiedente non è considerato sufficiente o sufficientemente stabile dalla banca.
Il garante non acquisisce alcun diritto di proprietà sull’immobile: il suo ruolo è puramente di garanzia. Per questo motivo è una soluzione comune tra genitori e figli, ad esempio quando un figlio ha un reddito ancora limitato o un contratto di lavoro recente.
Requisiti richiesti al garante
- Un reddito stabile e dimostrabile, spesso da lavoro dipendente o pensione;
- Una buona storia creditizia, senza segnalazioni negative in Centrale Rischi;
- Un’età compatibile con la durata del mutuo, valutata caso per caso dalla banca;
- Generalmente, la residenza in Italia.
Cos’è un mutuo cointestato
Nel mutuo cointestato due (o più) persone richiedono insieme il finanziamento e diventano entrambe responsabili del rimborso, in genere in egual misura, indipendentemente da chi contribuisce di più ogni mese. Nella maggior parte dei casi, la cointestazione del mutuo si accompagna alla comproprietà dell’immobile, con quote stabilite nell’atto di acquisto.
È la formula più diffusa tra coppie che acquistano casa insieme, ma può riguardare anche fratelli, genitori e figli o altri familiari che decidono di comprare un immobile in comune.
Un aspetto importante: la banca somma i redditi di entrambi i cointestatari per calcolare la rata sostenibile, il che spesso permette di accedere a un importo di mutuo più elevato rispetto a una richiesta singola.
Mutuo con garante o cointestato: le differenze principali
La tabella seguente riassume le differenze chiave tra le due opzioni.
| Aspetto | Mutuo con garante | Mutuo cointestato |
|---|---|---|
| Chi richiede il mutuo | Una persona sola, con il sostegno di un garante | Due (o più) persone insieme, come richiedenti principali |
| Proprietà dell’immobile | Resta di chi ha richiesto il mutuo; il garante non diventa proprietario | In genere condivisa tra i cointestatari, in base alle quote stabilite nell’atto |
| Responsabilità di pagamento | Il garante paga solo se il richiedente non riesce a farlo | Entrambi i cointestatari sono responsabili fin dal primo giorno |
| Reddito considerato dalla banca | Soprattutto quello del richiedente; il garante rafforza la garanzia | Somma dei redditi di entrambi i cointestatari |
| Situazione tipica | Un genitore che garantisce per un figlio con reddito non ancora solido | Una coppia o due familiari che acquistano casa insieme |
Quando conviene il mutuo con garante
Il mutuo con garante è generalmente la scelta più adatta quando:
- Vuoi restare l’unico proprietario dell’immobile, senza condividere la quota con altri;
- Il tuo reddito è quasi sufficiente, ma la banca chiede una garanzia aggiuntiva per approvare la pratica;
- Hai un contratto di lavoro recente o a termine e serve rassicurare la banca sulla continuità dei pagamenti;
- Un familiare è disponibile a garantire per te, ma non ha interesse a diventare comproprietario.
Quando conviene il mutuo cointestato
Il mutuo cointestato può essere la soluzione preferibile quando:
- Stai acquistando casa insieme al partner o a un altro familiare e volete essere entrambi proprietari;
- I redditi di entrambi sono necessari per raggiungere l’importo di mutuo desiderato;
- Volete dividere fin da subito responsabilità, costi e, in prospettiva, anche gli eventuali benefici fiscali legati agli interessi passivi, secondo le rispettive quote;
- Entrambi i richiedenti hanno una situazione reddituale e creditizia solida.
Cosa valutano le banche prima di approvare il mutuo
Indipendentemente dalla formula scelta, la banca analizza principalmente il rapporto tra rata e reddito disponibile (indicativamente, la rata non dovrebbe superare il 30-35% del reddito netto mensile), la stabilità lavorativa e la storia creditizia di chi è coinvolto nel finanziamento, sia come richiedente che come garante. Leggi l’articolo che spiega quali requisiti servono per ottenere un mutuo.
Errori comuni da evitare
- Scegliere la cointestazione solo per aumentare il reddito considerato dalla banca, senza valutare le implicazioni sulla comproprietà dell’immobile;
- Non spiegare con chiarezza al garante che, in caso di inadempienza, la banca potrà rivalersi anche sul suo patrimonio;
- Non stabilire in anticipo cosa succede in caso di separazione tra i cointestatari o di difficoltà economiche di uno dei due;
- Sottovalutare gli effetti fiscali e successori della comproprietà, soprattutto quando i cointestatari non sono coniugi.
FAQ
Il garante diventa proprietario della casa?
No. Il garante offre solo una garanzia di pagamento alla banca e non acquisisce alcun diritto di proprietà sull’immobile finanziato.
Cosa succede se il garante non riesce a pagare al posto mio?
Se anche il garante non è in grado di far fronte al debito, la banca può attivare le procedure di recupero previste dal contratto, che possono coinvolgere il patrimonio del garante stesso, secondo quanto stabilito dalla fideiussione.
È possibile togliere un garante dal mutuo dopo alcuni anni?
Sì, ma non è automatico: di solito richiede una rinegoziazione con la banca o una surroga, ed è più semplice se nel frattempo la situazione reddituale del richiedente principale è migliorata.
Cosa succede al mutuo cointestato in caso di separazione o divorzio?
La banca continua a considerare entrambi i cointestatari responsabili del debito, indipendentemente da eventuali accordi personali. Per modificare la situazione servono soluzioni come l’accollo del mutuo da parte di uno dei due o la vendita dell’immobile, da concordare con l’istituto di credito.
Conviene un mutuo cointestato con i genitori invece che con il partner?
Dipende dall’obiettivo: con i genitori si punta spesso a rafforzare il reddito disponibile per la banca, mentre con il partner l’obiettivo è più spesso condividere la proprietà di un immobile comune. In entrambi i casi è utile valutare in anticipo le implicazioni patrimoniali e successorie.
Quale opzione conviene se il reddito di una sola persona non basta?
In questi casi si valuta caso per caso: se l’obiettivo è restare unico proprietario, il mutuo con garante può essere la soluzione più adatta; se invece si vuole condividere anche la proprietà dell’immobile, la cointestazione è generalmente la scelta più coerente.
