Quando la rata del mutuo pesa sul bilancio familiare più di quanto preventivato, esistono diverse strade percorribili per intervenire, spesso senza dover rinunciare alla casa. Alcune richiedono un confronto con la propria banca, altre un cambio di istituto, altre ancora una semplice revisione delle condizioni esistenti.
In sintesi, per ridurre la rata del mutuo si può agire sullo spread e sul tasso, tramite rinegoziazione o surroga, sulla durata del piano, sul capitale residuo con un rimborso anticipato, oppure sui costi accessori come l’assicurazione: la soluzione migliore dipende dalla situazione specifica di ciascun mutuo.
1. Rinegoziare lo spread con la banca attuale
La rinegoziazione consiste nel chiedere alla propria banca di rivedere le condizioni del mutuo in corso, in particolare lo spread applicato, senza cambiare istituto. È spesso il primo passo da tentare, perché più semplice e rapido rispetto a un cambio di banca.
Se il concetto di spread non ti è del tutto chiaro, la Banca d’Italia ne dà una spiegazione semplice e accessibile nella sezione “In parole semplici” del portale Economia per Tutti.
Quanto si può risparmiare
Su un capitale residuo di 120.000 euro e 15 anni residui, passare da uno spread che porta il tasso complessivo dal 4,8% al 4,2% può abbassare la rata da circa 936 a circa 900 euro al mese, con un risparmio indicativo di circa 37 euro mensili. Sono valori puramente esemplificativi: la cifra reale dipende dalle condizioni specifiche del mutuo.
2. Valutare la surroga verso un’altra banca
La surroga permette di trasferire il mutuo a un’altra banca con condizioni più favorevoli, senza costi di trasferimento per il cliente. È un’opzione da considerare quando la propria banca non offre margini di rinegoziazione sufficienti.
Come capire se è davvero la scelta giusta per il proprio caso? Ne abbiamo parlato in un approfondimento dedicato, con i criteri principali da valutare prima di avviare la pratica.
Un esempio pratico
Sullo stesso capitale residuo di 120.000 euro, passando da un tasso complessivo del 4,8% al 3,5% tramite surroga, la rata potrebbe scendere da circa 936 a circa 858 euro al mese, con un risparmio indicativo di circa 79 euro mensili. Anche in questo caso i valori sono esemplificativi e vanno verificati con le offerte disponibili sul mercato.
Una volta deciso di procedere, resta da capire come sfruttare il risparmio ottenuto: meglio una rata più leggera o una durata più corta? È un dilemma che affrontiamo in un altro articolo, con i pro e i contro di entrambe le strade.
3. Allungare la durata del mutuo
Estendere la durata residua del piano di ammortamento riduce l’importo della singola rata, distribuendo il capitale da restituire su un periodo più lungo. Va tenuto presente che questo comporta, generalmente, un aumento del costo totale degli interessi nel tempo.
Cosa cambia in termini di rata
Con un tasso al 4,2%, allungare la durata residua da 15 a 25 anni può ridurre la rata da circa 900 a circa 647 euro al mese. La rata scende in modo significativo, ma il piano si allunga e il totale degli interessi pagati aumenta di conseguenza.
4. Effettuare un rimborso anticipato parziale del capitale
Versare una somma extra a riduzione del capitale residuo, quando la propria disponibilità economica lo consente, permette di abbassare la rata futura mantenendo invariata la durata del piano, oppure di accorciare la durata mantenendo la stessa rata: la scelta va concordata con la banca.
Un caso pratico
Riducendo il capitale residuo da 120.000 a 100.000 euro, a parità di tasso e durata, la rata mensile può scendere da circa 900 a circa 750 euro, con un risparmio indicativo di circa 150 euro al mese.
5. Passare a un tasso misto o cambiare tipologia di tasso
In alcune fasi di mercato, passare da un tasso variabile a un tasso fisso, misto, o viceversa, può contribuire a stabilizzare o ridurre la rata. La convenienza dipende dalle condizioni di mercato del momento e va valutata caso per caso con la banca.
Quando ha senso fare questa valutazione
Questa opzione è utile soprattutto per chi ha un mutuo a tasso variabile e desidera maggiore prevedibilità sulla rata futura, oppure per chi vuole approfittare di condizioni di mercato più favorevoli rispetto a quelle sottoscritte inizialmente.
Per un confronto aggiornato tra le diverse tipologie di tasso, può tornare utile anche l’approfondimento sul sito di educazione finanziaria della Banca d’Italia.
6. Richiedere la sospensione temporanea del pagamento del capitale.
Se ci si trova ad affrontare difficoltà economiche temporanee, si può verificare con la propria banca se sono disponibili soluzioni per ridurre temporaneamente l’importo della rata, ad esempio attraverso la sospensione della quota capitale, continuando a pagare solo gli interessi.
In alternativa, se ricorrono i requisiti previsti dalla normativa, è possibile richiedere l’accesso al Fondo di solidarietà per i mutui per l’acquisto della prima casa, gestito dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Una soluzione temporanea, non permanente
Si tratta di una misura pensata per affrontare difficoltà economiche temporanee, non di una soluzione per ridurre la rata nel lungo periodo. Durante il periodo di sospensione, infatti, gli interessi possono continuare a maturare e il piano di rimborso può essere rimodulato secondo le condizioni previste.
7. Rivedere l’assicurazione collegata al mutuo
La polizza vita e la polizza incendio e scoppio collegate al mutuo incidono sul costo complessivo dell’operazione. In alcuni casi è possibile sottoscrivere queste coperture con un fornitore diverso dalla banca, a condizioni più vantaggiose. Questo può ridurre il costo mensile complessivo legato al mutuo, ma non necessariamente l’importo della rata, soprattutto se la polizza viene pagata separatamente dal finanziamento.
Cosa verificare prima di cambiare polizza
Prima di sostituire una polizza esistente è importante verificare che le nuove coperture rispettino i requisiti minimi richiesti dalla banca per il mutuo, per evitare complicazioni con l’istituto di credito.
Quale soluzione scegliere in base alla propria situazione
- Se la propria banca è disponibile a trattare: partire dalla rinegoziazione dello spread.
- Se la propria banca non offre margini: valutare la surroga verso un altro istituto.
- Se serve una rata più bassa subito, anche a costo di pagare più interessi nel tempo: allungare la durata.
- Se si dispone di liquidità extra: valutare un rimborso anticipato parziale.
- Se si ha un tasso variabile e si cerca stabilità: valutare un tasso misto o fisso.
- Se la difficoltà è temporanea: informarsi sulla sospensione del capitale con la propria banca.
- In ogni caso: verificare se l’assicurazione collegata al mutuo può essere resa più conveniente.
FAQ
Conviene di più rinegoziare o fare la surroga del mutuo?
Dipende dalla disponibilità della propria banca a rivedere le condizioni: la rinegoziazione è più rapida, ma la surroga può portare a un risparmio maggiore se un’altra banca offre condizioni migliori.
Allungare la durata del mutuo fa risparmiare davvero?
La rata mensile si riduce, ma il costo totale degli interessi nel tempo generalmente aumenta: conviene se la priorità è alleggerire il bilancio mensile.
Vale la pena estinguere anticipatamente una parte del mutuo?
Se si dispone di liquidità extra, un rimborso parziale riduce la rata o la durata futura, ma è bene valutare anche altri impieghi possibili di quella somma prima di decidere.
Cos’è la sospensione del pagamento del capitale?
È la possibilità di versare temporaneamente solo la quota interessi della rata, in caso di difficoltà economica, mentre gli interessi continuano comunque a maturare.
Come funziona la surroga del mutuo passo dopo passo?
Si individua una banca con condizioni migliori, si presenta la richiesta di surroga e il nuovo istituto si occupa del trasferimento del mutuo, senza costi di trasferimento per il cliente.
Conviene togliere l’assicurazione del mutuo dalla banca?
Può convenire se un altro fornitore offre condizioni più vantaggiose, ma è necessario verificare che la nuova polizza rispetti i requisiti minimi richiesti dalla banca.
