Molti lavoratori autonomi e liberi professionisti pensano di avere meno possibilità di ottenere un mutuo rispetto a chi ha un contratto da dipendente. In parte è vero che le banche applicano una valutazione più approfondita, ma questo non significa che la richiesta sia impossibile.

Sì, chi ha la partita IVA può ottenere un mutuo: le banche valutano la stabilità del reddito nel tempo attraverso le dichiarazioni fiscali degli ultimi anni, non soltanto la tipologia di contratto di lavoro. Serve però un approccio più organizzato nella raccolta della documentazione.

Perché il mutuo per partita IVA sembra più difficile da ottenere

Le banche associano il lavoro dipendente a un reddito più stabile e prevedibile nel tempo. Un lavoratore autonomo, invece, può avere entrate variabili di anno in anno, e questo richiede un’analisi più approfondita da parte dell’istituto di credito prima di concedere il finanziamento.

Cosa cambia rispetto a un lavoratore dipendente

Per i dipendenti, un criterio centrale è spesso l’anzianità lavorativa: ne parliamo nella guida anzianità lavorativa per il mutuo: perché è importante per ottenere il finanziamento. Per gli autonomi, il criterio equivalente è la continuità reddituale, cioè la capacità di dimostrare entrate sufficientemente stabili per un periodo di tempo adeguato.

Quali documenti servono per il mutuo con partita IVA

Oltre ai documenti richiesti a qualsiasi richiedente, chi ha la partita IVA deve presentare una serie di documenti aggiuntivi che permettono alla banca di ricostruire l’andamento del reddito nel tempo.

Documenti fiscali e reddituali

  • Ultime due o tre dichiarazioni dei redditi (Modello Redditi Persone Fisiche).
  • Certificazione unica, se il professionista percepisce anche redditi da collaborazione.
  • Estratti conto bancari degli ultimi mesi.
  • Visura camerale aggiornata, se l’attività è svolta in forma societaria.

Per maggiori informazioni sulla dichiarazione dei redditi, è possibile consultare la pagina ufficiale dell’Agenzia delle Entrate dedicata alle dichiarazioni dei redditi dei professionisti per verificare scadenze e modalità di presentazione.

Documenti aggiuntivi richiesti agli autonomi

  • Attestazione di regolarità contributiva (DURC), quando applicabile.
  • Bilanci degli ultimi esercizi, per le società di capitali.
  • Un prospetto sintetico dell’attività, richiesto da alcune banche per professioni recenti.

Quanti anni di attività servono per ottenere il mutuo

Generalmente le banche richiedono almeno due o tre anni di attività continuativa con partita IVA, per poter valutare un andamento reddituale sufficientemente stabile nel tempo. Un’attività aperta di recente può comunque essere presa in considerazione, ma con una valutazione più cauta.

Come le banche trattano un reddito variabile

Quando il reddito varia da un anno all’altro, molte banche calcolano una media degli ultimi esercizi, spesso applicando una riduzione prudenziale rispetto al valore più recente, per tenere conto della possibile oscillazione futura.

Come calcolare la rata sostenibile per un mutuo da autonomo

Il principio del rapporto rata/reddito vale anche per chi ha la partita IVA, con un’attenzione in più alla variabilità del reddito nel tempo: nella guida rapporto rata-reddito: come calcolarlo e capire quanta rata del mutuo puoi sostenere trovi il metodo di calcolo passo dopo passo.

Un margine di sicurezza in più per i redditi variabili

Chi ha un reddito meno prevedibile fa bene a orientarsi verso la parte più bassa dell’intervallo prudenziale, restando ad esempio più vicino al 30% del reddito medio netto che al 35%, per assorbire eventuali annate meno favorevoli.

Come aumentare le probabilità di approvazione del mutuo

  • Presentare almeno due o tre anni di dichiarazioni con reddito stabile o crescente.
  • Mantenere una buona regolarità nei versamenti fiscali e contributivi.
  • Valutare un anticipo più alto, per abbassare l’importo complessivo richiesto.
  • Considerare un cointestatario con reddito da lavoro dipendente, se possibile.
  • Confrontare più istituti, poiché le politiche verso i lavoratori autonomi variano molto da banca a banca.

Cosa possono chiedere in più le banche

Gli specialisti di Dr. Finanza segnalano spesso che, per un lavoratore autonomo, la scelta della banca giusta pesa più che per un dipendente con reddito fisso: non tutti gli istituti applicano gli stessi criteri di valutazione del reddito variabile. 

Oltre ai documenti specifici per gli autonomi, restano validi i criteri generali che le banche applicano a chiunque richieda un mutuo: li trovi riassunti nella nostra guida requisiti per ottenere un mutuo: cosa chiedono le banche?.

Errori comuni da evitare in fase di richiesta

  • Presentare solo l’ultimo anno fiscale, senza uno storico reddituale più ampio.
  • Sottovalutare i tempi necessari per raccogliere tutta la documentazione richiesta.
  • Rivolgersi a una sola banca, senza confrontare altre opzioni disponibili sul mercato.
  • Non considerare l’effetto di un reddito con forti oscillazioni tra un anno e l’altro.

Cosa fare se la richiesta di mutuo viene rifiutata

Un rifiuto da parte di una banca non significa che il mutuo sia impossibile: politiche di valutazione diverse possono portare a esiti diversi. Vale la pena rivolgersi ad altri istituti o attendere di consolidare un andamento reddituale più solido.

Il ruolo di un garante o cointestatario

Nei casi più complessi, la presenza di un garante o di un cointestatario con reddito stabile può facilitare l’approvazione, riducendo il rischio percepito dalla banca rispetto alla sola posizione del lavoratore autonomo.

FAQ

Si può ottenere un mutuo con la partita IVA?

Sì. Le banche valutano la stabilità del reddito nel tempo attraverso le dichiarazioni fiscali degli ultimi anni, non la tipologia di contratto di lavoro.

Quanti anni di attività servono per chiedere un mutuo da autonomo?

Generalmente almeno due o tre anni di attività continuativa, per permettere alla banca di valutare un andamento reddituale stabile nel tempo.

Quali documenti servono in più rispetto a un dipendente?

Le ultime dichiarazioni dei redditi, l’eventuale visura camerale, i bilanci per le società di capitali e, in alcuni casi, l’attestazione di regolarità contributiva.

Come viene calcolato il reddito se varia di anno in anno?

Molte banche calcolano una media degli ultimi esercizi, applicando spesso una riduzione prudenziale per tenere conto della possibile oscillazione futura.

Un cointestatario dipendente aiuta a ottenere il mutuo?

Sì, può facilitare l’approvazione, perché riduce il rischio percepito dalla banca rispetto alla sola posizione del lavoratore autonomo.

Cosa fare se la banca rifiuta la richiesta di mutuo?

Conviene rivolgersi ad altri istituti, poiché le politiche di valutazione del reddito variabile cambiano molto da banca a banca, oppure attendere di consolidare uno storico reddituale più solido.

Le informazioni contenute nell’articolo non sono vincolanti e non sostituiscono la lettura integrale dei documenti di riferimento.

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