Acquistare la prima casa significa spesso concentrarsi sulla ricerca dell’immobile giusto o sul risparmio necessario per l’anticipo. Tuttavia, c’è un elemento che la banca analizzerà con molta attenzione prima di approvare il mutuo: la tua stabilità lavorativa.

L’anzianità lavorativa per un mutuo è infatti uno dei fattori più importanti nella valutazione del profilo del richiedente. Non conta solo quanto guadagni, ma anche quanto è stabile e continuativo il tuo reddito nel tempo. In più la banca valuterà anche gli eventuali altri debiti esistenti, la tua capacità di rimborso, la tua età, l’importo del prestito richiesto e la valutazione dell’immobile. 

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Perché la banca guarda così tanto al lavoro?

Quando concede un mutuo, la banca presta una somma importante da restituire in 20 o 30 anni. Per questo motivo vuole ridurre il rischio di insolvenza e capire se il cliente sarà in grado di pagare regolarmente le rate.

L’anzianità lavorativa viene utilizzata come indicatore di affidabilità economica. Più il percorso professionale è stabile, più aumenta la probabilità di ottenere condizioni favorevoli.

Le banche valutano in particolare:

  • continuità lavorativa;
  • tipo di contratto;
  • settore professionale;
  • livello di reddito;
  • eventuali periodi di disoccupazione.

Quanta anzianità lavorativa serve per ottenere un mutuo?

Non esiste una regola identica per tutte le banche, ma nella maggior parte dei casi viene richiesta una situazione lavorativa consolidata.

Contratto a tempo indeterminato: il profilo preferito

Per molti istituti, avere un contratto a tempo indeterminato rappresenta un fattore importante. Offre infatti maggiori garanzie sulla continuità del reddito.

In genere, la banca preferisce che il periodo di prova sia già terminato. Solitamente questo significa avere almeno sei mesi di anzianità presso lo stesso datore di lavoro.

Contratto a tempo determinato

Avere un contratto a tempo determinato non esclude automaticamente la possibilità di ottenere un mutuo. Tuttavia, la banca tende a valutare il profilo con maggiore prudenza, perché il reddito futuro viene considerato meno stabile rispetto a un contratto a tempo indeterminato.

In questi casi possono diventare particolarmente importanti:

  • la continuità lavorativa negli ultimi anni;
  • il settore professionale;
  • eventuali rinnovi già ricevuti;
  • la presenza di risparmi o di un co-intestatario con reddito stabile.

Alcune banche possono inoltre richiedere garanzie aggiuntive, come un anticipo più elevato o la presenza di un garante.

Anzianità minima richiesta

Nella pratica, molte banche chiedono:

  • almeno 6-12 mesi nello stesso posto di lavoro;
  • oppure uno storico lavorativo stabile negli ultimi 2 anni.

Se hai cambiato azienda recentemente ma lavori da tempo nello stesso settore senza interruzioni importanti, alcune banche potrebbero comunque considerare il tuo profilo affidabile.

Cambio recente di lavoro o periodo di prova

Anche un recente cambio di lavoro può influire sulla valutazione della banca, soprattutto se il nuovo contratto prevede ancora un periodo di prova.

Molti istituti preferiscono infatti attendere la fine del periodo di prova prima di approvare il mutuo, perché in questa fase il rapporto di lavoro viene considerato meno stabile.

Tuttavia, se il richiedente lavora da anni nello stesso settore e ha uno storico professionale coerente, alcune banche possono valutare positivamente anche un cambio recente di azienda.

E se sei lavoratore autonomo?

Per autonomi e liberi professionisti i requisiti sono spesso più rigidi. In molti casi vengono richiesti:

  • almeno 2 anni di attività;
  • dichiarazioni dei redditi stabili;
  • continuità negli incassi.

Le banche tendono infatti a valutare con maggiore prudenza i redditi variabili.

Come viene calcolata l’anzianità lavorativa?

L’anzianità lavorativa non coincide soltanto con il tempo trascorso nell’attuale azienda. La banca analizza l’intero percorso professionale.

In particolare osserva:

  1. la data di inizio del contratto attuale;
  2. eventuali interruzioni lavorative;
  3. la continuità del reddito;
  4. l’evoluzione professionale e salariale.

Per l’istituto di credito, un percorso coerente e stabile è spesso più importante del semplice numero di anni trascorsi nella stessa azienda.

Esempio pratico

Facciamo un esempio concreto, considerando il caso ipotetico di Marco, una persona di 32 anni. 

Marco lavora nel settore informatico da sette anni e da otto mesi è stato assunto da una nuova azienda con contratto a tempo indeterminato. Guadagna circa 2.800 euro netti al mese, non ha altri finanziamenti in corso e vuole richiedere un mutuo che copra il 70% del valore dell’immobile.

Anche se l’anzianità nella nuova azienda è relativamente recente, la continuità professionale nello stesso settore, la stabilità del reddito e l’assenza di altri debiti possono aiutare la banca a considerare il suo profilo affidabile.

Diversa potrebbe essere invece la situazione di chi cambia frequentemente lavoro, presenta lunghi periodi senza occupazione o richiede una rata troppo elevata rispetto al proprio reddito.

Come migliorare il proprio profilo per la banca

Se hai poca anzianità lavorativa, esistono comunque alcune strategie che possono rafforzare la tua richiesta di mutuo.

Aumentare l’anticipo

Versare più del classico 20% riduce il rischio per la banca e può facilitare l’approvazione del finanziamento.

Richiedere il mutuo in coppia

Se uno dei due richiedenti ha un profilo lavorativo molto stabile, può compensare la minore anzianità dell’altro.

Ridurre altri debiti

Prestiti personali, finanziamenti auto o carte revolving incidono sulla capacità di rimborso. Ridurli può migliorare il rapporto rata-reddito.

Presentare un garante

In alcuni casi, soprattutto quando l’anzianità lavorativa è limitata o il reddito viene considerato poco stabile, la banca può richiedere la presenza di un garante.

Si tratta generalmente di un familiare con una situazione reddituale solida, che si impegna a intervenire nel pagamento delle rate se il mutuatario non riesce più a sostenerle.

La presenza di un garante può aiutare soprattutto giovani lavoratori, persone con contratto a tempo determinato o chi ha cambiato lavoro da poco.

Le informazioni contenute nell’articolo non sono vincolanti e non sostituiscono la lettura integrale dei documenti di riferimento.

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